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PROGETTO “XENOI- SOCIALIZZARGIOCANDO”
Giochi e sport per una società multiculturale

Oggi nella nostra società viviamo quotidianamente l'incontro con culture diverse.
La sfida di questo progetto è pensare e sperimentare la possibilità che lo sport e il gioco possano essere degli strumenti per costruire una società multiculturale.
Obiettivo del progetto è infatti favorire una maggiore comprensione delle diverse culture che, anche nel mondo dello sport e dell'associazionismo sportivo, sono presenti e dovrebbero rappresentare un momento non di diffidenza e contrasto, ma bensì di esperienza, condivisione e arricchimento.
Il progetto XENOI è incentrato sull'esperienza dei giochi tradizionali italiani e di altri paesi e sul coinvolgimento delle comunità di immigrati presenti sui territori.
Si tratta di un progetto di portata regionale che vede impegnati i comitati Uisp provinciali di Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Ferrara e Rimini.

Scheda progetto

Intervista a Manuela Claysset

SCHEDA PROGETTO (da sito UISP Emilia Romagna)

Dal 1993 al 2005 il fenomeno migratorio in Emilia Romagna ha vissuto un incremento annuale pari al 40%, con una particolare concentrazione della popolazione straniera in due fasce di età: minori di 14 anni e adulti compresi tra 18 e 40 anni. Proprio di fronte all'esigenza di rendere il più armonico possibile l'incontro tra culture diverse, la Uisp Emilia Romagna lancia il progetto Xenoi , che, usando i giochi tradizionali come momento di ritrovo, intende favorire questo processo di scambio e di accrescimento comune. Xenoi si inserisce nel percorso di promozione dello sportpertutti e dei diritti di cittadinanza, interpretando gioco e sport come momenti fondanti del vivere comune. Incentivare la partecipazione alla vita sociale degli stranieri attraverso l'adesione alle proposte UISP, coinvolgere la componente femminile nelle iniziative ludico/sportive, favorire l'interazione tra i cittadini italiani e stranieri, costruire un modello aperto di multiculturalità con alla base le pari opportunità e la libertà di scelta sono i principali obiettivi del progetto Xenoi .
Questa iniziativa, inoltre, intende inserirsi nel contesto dell'Anno europeo delle pari opportunità, che nel 2007 ha promosso iniziative tese a rendere i cittadini dell'U.E. consapevoli del proprio diritto a non essere discriminati.

Tra gli scopi del progetto Xenoi vi sono inoltre la realizzazione di un quadro aggiornato della diffusione delle attività sportive tra gli stranieri presenti sul territorio, la conoscenza delle attività sportive nelle diverse comunità, lo sviluppo delle relazioni con le associazioni di stranieri, l'incremento dei soci UISP stranieri anche come organizzatori e dirigenti, la costituzione di circoli multietnici dove incontrarsi e condividere esperienze comuni. Il tutto cercherà di essere realizzato grazie al supporto di una nuova rete che stringa i rapporti tra Comitati e Leghe Uisp con le Consulte dei migranti. Xenoi ha, tra le sue principali caratteristiche, quella di essere un progetto sperimentale che, partendo da un'organizzazione sul territorio sia provinciale che regionale, intende sviluppare metodologie di intervento sociale che siano poi riproducibili in qualsiasi realtà territoriale.

Queste le principali fasi in cui si articola il progetto:

ORGANIZZAZIONE (settembre 2007): nel corso di questa prima fase è stata affrontata l'elaborazione di un questionario mirato ad acquisire il maggior numero di informazioni sulle attività sportive e ludiche praticate dagli stranieri e sul coinvolgimento delle comunità migranti nelle associazioni affiliate Uisp.

MAPPATURA (ottobre-marzo 2007): attraverso la somministrazione del questionario si procederà ad un'indagine sulla presenza di cittadini stranieri sul territorio regionale dell'Emilia Romagna e all'individuazione dei giochi e delle attività sportive maggiormente diffusi tra queste comunità.

FORMAZIONE E CONFRONTO (gennaio-marzo 2007): attraverso il confronto con le associazioni delle Consulte di Migranti si cercherà di individuare spazi di condivisione delle culture e tradizione straniere. Inoltre, si provvederà alla formazione specifica degli operatori che saranno impegnati nel progetto sui giochi tradizionali dei migranti e sui temi dell'interculturalità e dell'inclusione sociale. Inoltre, saranno avviati progetti di sostegno all'apertura di circoli e spazi aggregativi per la conoscenza e la diffusione dei giochi degli altri.

FASE CONCLUSIVA (aprile-giugno 2008): dopo un lungo periodo di preparazione e formazione ci si concentrerà sulla realizzazione di feste per la conoscenza e la trasmissione dei giochi e delle tradizioni dei popoli. Sarà il momento finale di un progetto che, nella sua interezza, mira a migliorare la capacità di adattamento delle persone ad un contesto multietnico.

 

INTERVISTA A MANUELA CLAYSSET Dicembre 2007
      
(da sito UISP Emilia Romagna)

Il progetto Xenoi , proposta innovativa elaborata dalla Uisp Emilia Romagna per il 2007/2008, punta l'obiettivo sullo straniero, per conoscerne meglio abitudini e costumi, con l'intento di favorire l'integrazione e l'abbattimento della discriminazione attraverso uno strumento antico e coinvolgente: il gioco. Avviata ormai la prima fase dei lavori – che culmineranno nel periodo di aprile-giugno 2008 con feste tese alla conoscenza e alla trasmissione dei giochi tradizionali dei popoli migranti – cerchiamo di tracciare un primo bilancio delle attività con Manuela Claysset , responsabile dell'Area sportpertutti del Comitato Regionale.

Innanzitutto vorrei chiederti a che punto siamo e come stanno procedendo i lavori di mappatura?
Al momento i Comitati stanno già provvedendo all'analisi interna delle interviste realizzate e nel corso della prossima settimana saremo in possesso delle prime schede incrociate. A questo punto partiremo con la fase conoscitiva delle abitudini e dei costumi delle comunità di stranieri presenti sul territorio. Inoltre abbiamo già a disposizione dei dati qualitativi di particolare interesse che ci derivano dall'attività precedente effettuata dai nostri Comitati. Nel mese di febbraio, poi, partiranno i corsi di formazione a livello regionale per gli operatori che saranno coinvolti nel progetto.

Anche se in maniera accennata, sono già emerse informazioni su costumi e abitudini che possano risultare utili nell'evoluzione del progetto?
Essendo ancora in una fase di mappatura direi che è prematuro fare una simile stima. Anche se attualmente il lavoro di alcuni nostri Comitati, in particolare quelli di Ferrara e Reggio Emilia, sta già ponendo le basi per un futuro approfondimento di alcune questioni. In particolare Reggio Emilia, che si distingue come la realtà più all'avanguardia per quanto riguarda il contatto con le comunità straniere, potrebbe fornirci in maniera immediata informazioni utili, poiché ha già avviato forme di lavoro sul tema dei migranti. Proprio a Reggio il 16 dicembre è prevista una festa con alcune comunità. È chiaro poi che solo in base all'analisi effettuata sulle abitudini e le preferenze delle diverse comunità saremo in grado di distinguere quali saranno i giochi più utili a coinvolgere i membri delle comunità straniere nel nostro progetto.

Che metodologie avete usato nella fase di formulazione dei questionari? Avete richiesto collaborazioni esterne a figure specializzate come sociologi o psicologi?
Abbiamo formulato i questionari in maniera molto mirata al soddisfacimento delle nostre necessità d'indagine. Il tutto facendo appello all'esperienza di cui ci eravamo dotati in anni di lavoro in questo settore. Molto del merito per la realizzazione di questa fase del progetto va al Gruppo ricerca e innovazione della Uisp Regionale e ad Ivan Lisanti in particolare, che nel corso della sua esperienza ha seguito per molto tempo lo sportello che si occupa di immigrazione a San Giovanni in Persiceto. Altra figura fondamentale è stata quella della dirigente Uisp di Ferrara Paola Bottoni, con cui sono state elaborate le schede.

Riguardo alla spendibilità di questo progetto, forma assolutamente sperimentale di azione e di coinvolgimento delle comunità migranti – sia per la formazione degli operatori sia per la potenziale applicazione ad altri contesti – quali sono stati finora i riscontri?
La sensazione immediata che abbiamo provato è che soprattutto i Comitati che non avevano contatti con le varie realtà migranti abbiano già avuto dei riscontri molti positivi. Se queste sono le basi, siamo fiduciosi sul fatto che andando avanti le cose possano solo migliorare. Noi comunque ci muoveremo, come è stato fatto sinora, animati da una spirito di massimo coinvolgimento. Speriamo di fare parlare il più possibile le diverse comunità. Un altro aspetto molto positivo è che l'attività portata avanti in comune per questo progetto ci sta permettendo di confrontarci in maniera molto più assidua anche su tutte le altre attività che i vari Comitati portano avanti autonomamente. Ad esempio a Modena ci si sta mobilitando per avviare attività nei Cpt, a Ferrara sono in corso dei progetti nelle scuole della provincia sul tema dei giochi, delle varie culture e della corporeità. E tra attività di questo tipo si stanno creando spontaneamente delle interessanti sinergie.

Qual è stata sinora la risposta delle Leghe coinvolte nell'iniziativa (pallavolo, atletica, calcio, sport e giochi tradizionali) e che giudizio si potrebbe dare delle forme collaborative?
Innanzitutto bisogna dire che in questo momento la parte principale del lavoro è riservata soprattutto alla Lega dei giochi tradizionali, che già da tempo aveva iniziato a ragionare sul progetto “giochi degli altri”. La parte formativa vedrà un loro forte coinvolgimento. Per quanto riguarda la Lega atletica credo sia la sezione cui dovremo dedicare maggiore studio e attenzione. Il fatto stesso che i numeri del corpo associativo di questa Lega non siano esorbitanti ci potrebbe permettere di effettuare ottime ricerche in ambito qualitativo. Inoltre tramite il coordinamento di tutte le Leghe e l'analisi dei dati relativi ai membri di ognuna di esse riusciremo ad ottenere uno spaccato regionale che attraversa i diversi Comitati. Puntiamo molto sulle Leghe calcio e atletica poiché sono quelle che annoverano il maggior numero di stranieri.

Ci sono già stati dei tentativi di coinvolgimento degli stranieri nelle società affiliate Uisp?
Questo è un elemento importantissimo e che ci sta particolarmente a cuore. Alla Uisp infatti interessa molto non solo la presenza degli stranieri nel proprio corpo associativo, ma anche e soprattutto la presenza di dirigenti stranieri, la cui collaborazione potrebbe portare un enorme contributo d'esperienza e di conoscenza. Nel calcio, che è la Lega che ne sta raccogliendo di più, i dirigenti stranieri sono già diversi. Speriamo che questo trend possa estendersi anche ad altre Leghe e soprattutto speriamo, com'è nelle basi di questo progetto, di stimolare la nascita e la crescita di associazioni e circoli di migranti affiliati a noi.

 

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